UN FOSSILE DI RANA DI 50 MILIONI DI ANNI FA Non c'è alcuna differenza tra questa rana, vissuta 50 milioni di anni fa, e quelle di oggi. |
Negli ultimi 150 anni o quasi, i fossili provenienti da scavi effettuati in tutto il mondo provano che i pesci sono sempre stati pesci, gli insetti sono sempre stati insetti, gli uccelli sono sempre stati uccelli e i rettili sono sempre stati rettili. Non c'è un solo fossile ad indicare una qualunque transizione tra le specie viventi - in altre parole da pesce ad anfibio o da rettile a uccello. In breve, i reperti fossili hanno definitivamente demolito la tesi di base della teoria dell'evoluzione, che le specie discendano l'una dall'altra subendo delle modifiche in lunghi periodi di tempo.
Questa betulla fossile del Paleocene (da 65,5 a 55 milioni di anni fa), rinvenuta nel Montana, è tridimensionale. |
I fossili hanno attratto l'interesse dei ricercatori fin dai tempi dell'antica Grecia, sebbene il loro studio come branca a sé della scienza sia cominciato soltanto alla metà del diciassettesimo secolo. Ciò avvenne in seguito all'opera del ricercatore Robert Hooke (autore di Micrografia, 1665 e Discorso sui terremoti, 1668) e Niels Steensen (meglio conosciuto come Nicola Stenone). Al tempo in cui Hooke e Stenone svolsero le loro ricerche, la maggior parte dei pensatori non credeva che i fossili fossero veramente i resti di esseri viventi, esistiti in tempi passati. Al centro del dibattito, se i fossili fossero da considerare reali resti di esseri viventi, stava la difficoltà di spiegare la distribuzione dei fossili, in termini di dati geologici. I fossili venivano frequentemente trovati in regioni montuose, sebbene a quel tempo fosse impossibile spiegare come un pesce, ad esempio, potesse essersi fossilizzato in uno strato di roccia così in alto sul livello del mare. Proprio come Leonardo da Vinci aveva già in precedenza suggerito, Stenone sostenne che il livello del mare dovesse essersi abbassato nel corso della storia. Hooke, d'altra parte, sosteneva che le montagne si erano formate come risultato di un riscaldamento interno alla Terra e dei terremoti delle placche oceaniche.
Un granchio fossile vissuto tra 38 e 23 milioni di anni fa. |
La moderna geologia rivelò che la crosta terrestre consiste di enormi sezioni conosciute come "placche", che si sono spostate attraverso la superficie del globo, trasportando i continenti e formando gli oceani. Maggiori i movimenti delle placche, maggiori i cambiamenti nella geografia della Terra. Le catene montuose sono il risultato delle collisioni tra enormi placche. I cambiamenti e i sollevamenti nella geografia della Terra che ebbero luogo nel corso di lunghissimi periodi di tempo mostrano anche che gli strati che oggi formano regioni montuose una volta si trovavano sotto terra.
| Una stella di mare di età compresa tra 490 e 443 milioni di anni indica che le stelle di mare sono le stesse da centinaia di milioni di anni e non si sono evolute | UNA FORMICA ALATA VISSUTA TRA 20 E 15 MILIONI DI ANNI FA. Anche i fossili intrappolati nell'ambra a causa dell'indurimento della resina confutano la teoria dell'evoluzione. | I gamberi che vivevano da 250 a 70 milioni di anni fa sono gli stessi di quelli che vivono oggi. I gamberi, che sono immutati da milioni di anni, dimostrano che l'evoluzione non ha mai avuto luogo. |
Un ricercatore di fossili che lavora nella formazione Ediacara in Australia. |
Durante questi studi si osservò che determinate specie fossili venivano trovate solo in determinati strati e in certi tipi di rocca. Si osservò che gli strati di roccia consecutivi contenevano i propri gruppi fossili, che potevano essere considerati quindi la particolare "firma" di quello strato. Questi "fossili-firma" potevano variare, secondo il tempo, il periodo e l'area. Ad esempio, due diverse condizioni ambientali e tipi di sedimenti – come un antico letto di lago e una barriera corallina - si possono incontrare nello stesso strato con fossili appartenenti alla stesso periodo geologico. In alternativa, si può trovare la stessa "firma" fossile in due diverse falde rocciose distanti molti chilometri l'una dall'altra. Attraverso le informazioni fornite da questi resti, gli scienziati hanno determinato la struttura cronologica geologica in uso ancora oggi.
I darwinisti affermano che, subendo piccoli cambiamenti, gli esseri viventi si evolvono da una specie all’altra nel corso di milioni di anni. Secondo questa affermazione, che è confutata dalla scoperte scientifiche, i pesci si trasformarono in anfibi e i rettili in uccelli. Questo cosiddetto processo di trasformazione, che si dice duri da milioni di anni, dovrebbe aver lasciato innumerevoli prove nei reperti fossili. In altre parole, durante le loro intense ricerche durate centinaia di anni, i ricercatori avrebbero dovuto trovare molti esseri viventi grotteschi, creature mezzo pesce mezza lucertola, mezzo ragno mezza mosca o mezza lucertola mezzo uccello. Nonostante quasi ogni strato della terra sia stato esplorato, però, non è stato trovato un singolo fossile che i darwinisti possano usare come prova della cosiddetta transizione. D’altro canto, ci sono innumerevoli fossili che dimostrano che i ragni sono sempre stati ragni, le mosche sono sempre state mosche, i pesci sempre pesci, i coccodrilli sempre coccodrilli, i conigli sempre conigli e gli uccelli sempre uccelli. Centinaia di milioni di fossili dimostrano chiaramente che gli esseri viventi non hanno subito alcuna evoluzione, ma sono stati creati. Centinaia di milioni di fossili provano che gli esseri viventi non si sono evoluti, ma sono stati creati. |
Una vespa di 54 - 28 milioni di anni, pietrificata nell'ambra. |
Questa libellula intrappolata nel fango potrebbe un giorno diventare fossile e raggiungere le future generazioni come prova che l'evoluzione non è mai avvenuta. |
1. Barriera corallina: gli animali marini calcarei che formano la barriera corallina. 2. Radiolario: un tipo di plancton microscopico con scheletro di silicio. 3. Mollusco a due valve, con conchiglia di carbonato di calcio. Nei fossili, questi organi duri possono conservarsi senza modifiche. 4. Graptolite: fossili con scheletri organici che in genere hanno lasciato tracce sullo scisto argilloso nero. Queste creature vivevano in colonie. 5. Denti di squalo: ossa e denti sono costituiti in gran parte di fosforo per cui sono più resistenti in confronto agli organi costituiti da tessuti molli. 6. Tracce fossili: fossili formati da impronte visibili sui sedimenti. 7. Ammonite: un esemplare la cui conchiglia è stata sostituita da pirite di ferro e che si è fossilizzata. 8. Un albero pietrificato: col passar del tempo, le cellule del legno dell'albero vengono sostituite da silicio e si fossilizzano. 9. Ambra: piccoli organismi conservati nella resina. 10. Foglie carbonizzate: piante trasformate in fibre di carbonio. Questo pesce fossile, di 50 milioni di anni, è la dimostrazione che i pesci sono sempre rimasti pesci. |
1. se lo scheletro è completamente riempito con soluzione liquida e la dissoluzione ha luogo in uno stadio posteriore, si fossilizza la struttura interna.
Questo pesce fossile, di 50 milioni di anni, è la dimostrazione che i pesci sono sempre rimasti pesci. |
Un chironomide di 20 - 15 milioni di anni conservato nell'ambra. |
A volte, in condizioni eccezionali, anche organismi fragili possono fossilizzarsi. Nell'immagine una stella di mare del periodo Giurassico (da 206 a 144 milioni di anni fa). Non c'è differenza di sorta tra questo fossile e le stelle di mare dei giorni nostri. |
La pelle e le scaglie di questo pesce del periodo Triassico (da 250 a 203 milioni di anni fa) si sono fossilizzate con tutti i dettagli intatti. Questo esemplare rivela che i pesci avevano la stessa struttura delle scaglie 250 milioni di anni fa. |
LA PIÙ GRANDE BARRIERA SPUGNOSA DELLA TERRA Questa barriera spugnosa di 145 milioni di anni fa è una traccia lasciata dal fondo dell'oceano di Tethys. Le spugne dei nostri giorni non differiscono in nulla da quelle che costituiscono la barriera. Queste spugne mostrano chiaramente di non aver subito alcuna evoluzione. |
3 - Monera - fossili di batteri senza nucleo, tra i quali gli esemplari più antichi conosciuti risalgono a 3.9 miliardi di anni fa.
4 - Protoctista - fossili degli organismi unicellulari. Gli esemplari più antichi conosciuti risalgono a 1,7 miliardi di anni fa.
5 - Fungi - fossili di organismi pluricellulari, tra i quali gli esemplari più antichi conosciuti risalgono a 550 milioni di anni fa.
1. Il Tempo Precambriano (da 4,6 miliardi a 543 milioni di anni fa)
Il Precambriano è considerato la fase più antica e anche più lunga nella storia della Terra ed è suddiviso in varie eoni ed ere. Il periodo tra 4,6 e 3,8 miliardi di anni fa viene chiamato l'Eone Adeano. In questo periodo, la crosta della Terra si stava ancora formando. L'Eone Archeano fu tra i 3,8 e i 2,5 miliardi di anni fa, seguita dall'Eone Proterozoico, tra 2,5 miliardi e 543 milioni di anni fa. Nei reperti fossili, ci sono varie tracce di organismi uni e pluricellulari provenienti da questi periodi.
2. L'Eone Fanerozoico (da 543 milioni di anni fa ad oggi)
Fanerozoico significa "vita visibile o conosciuta". L'Eone Fanerozoico viene suddiviso in tre diverse ere: il Paleozoico, il Mesozoico e il Cenozoico.
2A. L'Era Paleozoica (da 543 a 251 milioni di anni fa)
Rocce del periodo Precambriano in Groenlandia (da 4,6 miliardi a 543 milioni di anni fa). Le colline di Ediacara in Australia contengono rocce dell'era Precambriana. I fossili di medusa dell'immagine, di 570 - 543 milioni di anni, sono stati trovati anch'essi a Ediacara. Questi reperti fossili, che risalgono a centinaia di milioni di anni fa, negano il "processo evolutivo". Secondo le non scientifiche affermazioni degli evoluzionisti: 1- i reperti fossili dovrebbero presentare molte forme di transizione; 2- la transizione in questi reperti dovrebbe essere lenta e graduale e dimostrare un lento sviluppo dal semplice al complesso; 3- dopo l'evoluzione della prima immaginaria cellula, avrebbero dovuto emergere nuove specie. Inoltre, le tracce di queste specie dovrebbero essere viste nei fossili. I reperti fossili, tuttavia, non hanno mai convalidato le affermazioni degli evoluzionisti. I fossili hanno rivelato alcuni fatti certi: con le loro strutture specifiche, gli esseri viventi hanno qualità distinte e distinguibili. Queste qualità non furono acquisite gradualmente nel corso del tempo e non esiste alcuna connessione evolutiva rintracciabile tra i gruppi di organismi attualmente viventi. Queste è una delle prove più importanti che rivela che tutti gli esseri viventi furono creati perfettamente da Dio, con tutte le loro caratteristiche. |
Queste rocce della Terranova mostrano il passaggio dal periodo Cambriano a quello Ordoviciano. |
Un limulo fossile di 450 milioni di anni fa, non diverso da quelli di oggi. |
Alcune forme di vita esistenti durante il periodo Ordoviciano ci sono ancora oggi. Una è il limulo. Un limulo fossilizzato vecchio 450 milioni di anni mostra che quasi mezzo miliardo di anni fa queste creature avevano esattamente le stesse caratteristiche e lo stesso equipaggiamento complesso. Anche il più antico e meglio fossilizzato ragno d'acqua conosciuto appartiene al periodo Ordoviciano (425 milioni di anni fa) ed è un'altra importante prova che gli esseri viventi sono rimasti immutati per lunghe ere. In un periodo in cui - secondo lo scenario darwinista - gli esseri viventi dovrebbero aver subito l'evoluzione, questi resti rivelano che l'evoluzione non ebbe mai luogo in alcuna maniera.
Il periodo Siluriano (da 443 a 417 milioni di anni fa)
Crinoide del periodo Siluriano |
Il periodo Devoniano (da 417 a 354 milioni di anni fa)
A questo periodo risalgono innumerevoli pesci fossili. Durante il Devoniano si verificò una sorta di sparizione di massa e alcune specie si estinsero. Questa sparizione di massa riguardò le barriere coralline: gli stromatoporoidi (un tipo di corallo che forma le scogliere) scomparvero completamente.
Non c'è alcuna differenza tra le migliaia di fossili di pesci vissuti durante il periodo Devoniano e molte specie di pesci esistenti oggi. Ancora una volta, questa è una prova importante che gli esseri viventi non hanno subito cambiamenti nel corso di milioni di anni, e che è fuori discussione una loro graduale evoluzione.
Un celacanto fossile di 410 milioni di anni fa Un celacanto dei nostri giorni |
Un fossile di ragno di 355 - 295 milioni di anni fa |
L'Era Mesozoica cominciò con il periodo Triassico. Un gran numero di fossili del Triassico in tutto il mondo mostrano un'ampia varietà di forme di vita sia marine che terrestri. Come in tutti gli altri periodi, non esiste un solo fossile intermedio del tipo che gli evoluzionisti sperano di trovare.
Il periodo Triassico (da 248 a 206 milioni di anni fa)
L'Era Mesozoica inizia con il periodo Triassico. Un gran numero di fossili del Triassico provenienti da tutto il mondo mostra una grande varietà di forme di vita, sia marina che terrestre. Come nel caso di tutti gli altri periodi, non compare nemmeno uno dei fossili intermedi tanto agognati dagli evoluzionisti.
Scienziati che lavorano su fossili del periodo Triassico. | La foresta pietrificata dell'Arizona - di tronchi fossilizzati, opalizzati - è una delle strutture vegetali più famose del periodo Triassico. Questa foresta, che consiste di alberi noti oggi come araucaria cilena, è la dimostrazione che le piante non si sono evolute. Questi alberi, che vivevano da 248 a 206 di anni fa, non sono diversi da quelli che vivono oggi. |
Questa parte del Mesozoico vide grandi quantità e varietà di dinosauri. Alla fine del Giurassico, si estinsero alcune specie di ammoniti, spugne marine, ostriche e vongole.
Ma molte forme di vita sono sopravvissute immodificate dal Giurassico - in altre parole, senza subire alcuna forma di evoluzione. Tra i reperti fossili pullulano gli esempi di queste creature. Uno dei primi coccodrilli fossili conosciuti, per esempio, è vecchio di circa 200 milioni di anni. Ci sono anche esempi di lucertole Tuatara fossilizzate che hanno più di 200 milioni di anni. Molti gamberi fossili che risalgono al Giurassico possiedono tutti esattamente gli stessi sistemi perfetti e stesse strutture complesse di oggi.
Una libellula fossile di 150 milioni di anni fa. È uguale alle libellule dei nostri giorni. |
Un fossile di gambero di 206 - 144 milioni di anni fa. Non è diverso dai gamberi che vivono oggi. |
Una lucertola tuatara di 200 milioni di anni fa e una lucertola uguale che vive oggi. |
Un pesce di età compresa tra 146 e 65 milioni di anni e un pipistrello fossile scoperto in Francia. |
D'altra parte, una gran quantità di specie di animali acquatici come la stella di mare, i granchi, alcune specie di pesci, gli scorpioni d'acqua, i ragni, le libellule, le tartarughe e i coccodrilli e varie specie di piante riuscirono a sopravvivere fino al giorno d'oggi. Gli esemplari fossili come la stella di mare di 135 milioni di anni fa, un limulo di 140 milioni di anni fa e una foglia dell'albero del ginkgo di 125 milioni di anni fa, sono solo alcune delle prove di tutto ciò. Nonostante siano passati milioni di anni, queste forme di vita possiedono ancora gli stessi sistemi complessi, che invalidano totalmente le affermazioni dei darwinisti riguardo alla storia naturale.
2C. L'Era Cenozoica (da 65 milioni di anni fa ad oggi)
L'Era Cenozoica, in cui noi viviamo tuttora, cominciò alla fine del periodo Cretaceo. Fino a tempi recenti, i geologi e i paleontologi dividevano il Cenozoico in due periodi di lunghezza diversa: il Terziario e il Quaternario. Il Terziario comprendeva un periodo da 65 milioni fino a 1,8 milioni di anni fa, e il Quaternario comprendeva gli ultimi 1,8 milioni di anni. Tuttavia, di recente, l'Era Cenozoica è stata divisa in tre diversi periodi. In base a questo nuovo sistema, i tre componenti sono il Paleogene, il Neogene e il Quaternario.
Questo fossile di coccodrillo di 54 - 37 milioni di anni fa fu ritrovato in Germania. |
Una caratteristica che distingue i reperti fossili ottenuti da tutti questi periodi geologici è che le specie in questione non hanno mai subito alcun cambiamento. Per metterla in altro modo, ogni volta che una specie compare come reperto fossile, conserva la sua stessa struttura per decine di milioni di anni, finché si estingue oppure sopravvive fino ad oggi - di nuovo, senza subire alcun cambiamento. Questa è la chiara prova che gli esseri viventi non hanno mai subito evoluzione.
La storia fossile delle specie falsifica definitivamente e chiaramente la teoria dell'evoluzione. È Dio Onnipotente, con il Suo sublime potere e la Sua infinita conoscenza, Che crea dal nulla specie viventi completamente diverse e rende il mondo adatto alla vita.
1. Ignee
2. Sedimentarie
3. Metamorfiche
La categoria ignea comprende le rocce di granito o di basalto formatesi dal raffreddamento del magma presente nelle profondità della Terra, o altrimenti eruttate dai vulcani in forma di lava liquefatta. Le rocce sedimentarie si formano quando la terra, il limo, il fango, e altre particelle o sostanze contenute nell'acqua vengono depositate l’una sull'altra. Le rocce metamorfiche sono rocce ignee o sedimentarie che hanno subito cambiamenti strutturali a causa di alte temperature e pressioni nel profondo della Terra.
L'età delle rocce è determinata da osservazioni compiute sul decadimento dei minerali radioattivi. | Le rocce più antiche del mondo sono in Groenlandia, con un'età compresa tra 3,9 e 3,8 miliardi di anni. |
Quasi tutte le rocce sedimentarie sono formate da sostanze trasportate dal vento dall'acqua oppure dall'erosione di altre rocce. Alcune forme, come il carbone, sono fatte di residui di piante o animali. Il nome dato alla roccia sedimentaria formata da minuscole particelle o granelli è clastica. L'arenaria e lo scisto sono esempi di tali rocce. Se c'è stata la dissoluzione della sostanza trasportata, allora, a causa della solubilità chimica o della vaporizzazione, si formano degli strati sedimentari "organici". Esempi di tali rocce sono la roccia calcarea e la dolomite. In generale, le falde di roccia sedimentaria sono una mescolanza di falde clastiche e organiche.
I fossili in genere si trovano nelle argilliti, negli scisti, nell'arenaria e nella roccia calcarea formate da carbonato di calcio.
La raccolta di rocce sedimentarie e l'attenta apertura di quelle che si prevede contengano fossili è una fase importante della raccolta di fossili. |
A volte i fossili compaiono sulla superficie quando gli strati di roccia morbida attorno ad essi si erodono. In tali casi è sufficiente pulire il fossile con una spazzola. Tuttavia, la raccolta dei fossili in genere non è così semplice. Le rocce in cui essi sono nascosti molto spesso sono durissime, e possono essere necessarie delle ore per estrarre un fossile dalla sua matrice rocciosa. Innanzitutto, è importante determinare in quale punto si deve rompere la roccia. Le linee di frattura vengono identificate alla luce dello strato roccioso stesso. Ogni tipo di roccia viene rotto in modo diverso. Gli scisti, per esempio, hanno degli strati attraverso i quali si possono determinare le linee di frattura. Il gesso, invece, non ha questi strati. Allo stesso tempo è molto importante fare attenzione a indicazioni come i cambiamenti di colore o le differenze strutturali, se non si vuole danneggiare il fossile all'interno.
Dopo che il fossile è stato estratto dalla roccia, lo si sottopone a vari diversi processi. Esso deve essere protetto e rinforzato mentre viene trasportato nel laboratorio dove sarà esaminato. Uno dei metodi impiegati è quello di stabilizzare il fossile con degli adesivi chimici. Per i fossili molto grandi vengono usate delle gettate di gesso. Quelle parti del fossile che saranno a rischio durante il trasporto vengono avvolte in giornali bagnati e quindi immerse nel gesso.
Durante il trasporto, a volte, i fossili devono essere protetti per mezzo di una ingessatura. Nell'immagine viene mostrato come un osso fossile viene coperto di gesso. | |
Un metodo per pulire i fossili è l'uso di acidi. È un metodo efficace per eliminare la roccia calcarea che circonda il fossile senza danneggiare quest'ultimo. 1. La roccia che circonda il fossile è immersa nell'acido adatto fino a che compare una piccola parte del fossile. 2. La sezione del fossile che emerge viene lavata e coperta di un materiale resistente all'acido. 3. Il fossile viene immerso di nuovo nell'acido e l'operazione viene ripetuta alcune volte. 4. Il materiale di protezione deve essere applicato alla porzione esposta del fossile in modo da evitare qualsiasi danno. 5. Alla fine il fossile è completamente liberato dalla roccia che lo circonda. Il fossile viene lavato a fondo per eliminare sia l'acido che il materiale protettivo. |
Charles Darwin |
1. Staticità: le specie non mostrano alcun cambiamento durante tutto il corso della loro esistenza sulla Terra. Qualunque struttura mostrino quando appaiono per la prima volta nei reperti fossili, hanno la stessa struttura quando alla fine scompaiono. Il cambiamento morfologico è in genere minimo e non ha una direzione specifica.
2. Comparsa improvvisa: nessuna specie emerge gradualmente o per mezzo di differenziazione dai suoi supposti precursori; compare all'improvviso e "completamente formata".
Il significato di questi due punti è che gli esseri viventi sono stati creati, e non hanno attraversato alcun processo di evoluzione o stadi intermedi. Non hanno acquisito le caratteristiche che possiedono in modo successivo, ma le hanno fin dal momento della loro creazione.
Darwin stesso sapeva che i reperti fossili invalidano la sua teoria dell'evoluzione, ma i darwinisti sono stati sempre riluttanti ad ammetterlo. Nel capitolo intitolato "La difficoltà della teoria" nel suo libro L'origine delle specie, Darwin ammetteva che i reperti fossili non potevano essere spiegati in termini di teoria dell'evoluzione:
Nell'immagine, il più antico esemplare fossile conosciuto di serpente, che appartiene al periodo Giurassico (da 206 a 144 milioni di anni fa). I primi esemplari della classe di esseri viventi cui appartiene questa specie esistevano sin dal periodo Cambriano (da 543 a 490 milioni di anni fa). I serpenti sono rimasti gli stessi da centinaia di milioni di anni, rivelando la non validità dell'evoluzione. |
Un fossile di ape di 54 - 37 milioni di anni. |
I reperti fossili non forniscono un solo esempio di "forma intermedia" che gli evoluzionisti possano usare come prova, ma offrono milioni di esemplari che dimostrano la falsità dell'evoluzione. I più importanti di questi sono i "fossili viventi", quelli di cui ci sono ancor oggi esemplari viventi. Si può vedere dai reperti fossili che essi sono vissuti in diversi periodi geologici, e sono la prova della creazione, poiché non esiste alcuna differenza tra gli esseri viventi di migliaia di milioni di anni fa e gli esemplari d'oggi. I darwinisti sono senza speranza rispetto a questa situazione.
Tutte le creature viventi dei reperti fossili appaiono intatte e nella loro forma perfetta. Per esempio, prima di coccodrilli e scoiattoli, non esiste alcun fossile appartenente a qualche strana creatura che somigli in parte ad un coccodrillo e in altre parti a uno scoiattolo o ad altre creature viventi. Gli scoiattoli sono sempre rimasti scoiattoli e i coccodrilli sempre coccodrilli. Tutti questi fatti rivelano che le affermazioni della teoria dell'evoluzione secondo cui "gli esseri viventi si sono gradualmente evoluti nel corso di milioni di anni" è semplicemente un prodotto dell'immaginazione. |
Ci sono molte specie di piante la cui struttura è invariata dal periodo Triassico (da 248 a 206 milioni di anni fa). Una di queste è il ginkgo. Il fossile dell'immagine è del periodo Giurassico (da 206 a 144 milioni di anni fa). Un ramo di ginkgo che vive oggi |
"... sembra che non ci sia stato quasi alcun cambiamento in alcuna parte che possiamo confrontare tra gli organismi vivente e i suoi progenitori fossilizzati del passato geologico remoto. I fossili viventi raffigurano ad un livello estremo il tema della stabilità evolutiva... Non abbiamo ancora completamente risolto il rompicapo dei fossili viventi." (http://www. nwcreation.net/fossilsliving.html)Il "segreto" che Niles Eldredge tenta di svelare è in effetti un fatto perfettamente chiaro. I fossili viventi provano che le specie non hanno alcuna evoluzione, ma sono state create. Tuttavia, i darwinisti cercano di ignorare questo fatto per motivi ideologici e continuano a mantenere vivi i dogmi di 150 anni fa.
Ma i fatti ora possono essere determinati molto più chiaramente rispetto al tempo di Darwin. Aumenta il numero di persone che comprende e sceglie di seguire i fatti, mentre coloro che credono nelle favole e non pongono questioni sono in numero sempre calante. Non è più possibile nascondere o tenere lontani i fatti, come succedeva al tempo di Darwin. La genetica, la microbiologia, la paleontologia, la geologia e tutte le altre branche delle scienze rivelano costantemente una verità che Darwin e i sostenitori del darwinismo non hanno mai accettato e forse non si aspettavano: il fatto della creazione.
Le affermazioni irrazionali e non scientifiche che fanno i darwinisti, le frodi che essi perpetrano per ingannare il pubblico e la propaganda che impiegano per depistare le persone sono segno soltanto della loro disperazione. Le generazioni successive si meraviglieranno di come la gente abbia potuto una volta credere nel mito darwinista. Perché tutte le scoperte scientifiche mostrano l'evidente fatto che l'evoluzione non è mai avvenuta, e che è stato Dio a creare l'universo e tutti gli esseri viventi.
[Dio è ] il Signore dei cieli, della terra e di quel che vi è frammezzo. Se solo ne foste convinti! Non c'è dio all'infuori di Lui, Colui che dà la vita e dà la morte, il vostro Signore e il Signore dei vostri più lontani antenati. Ma quella gente invece dubita e scherza! (Corano XLIV, 7-9)
Fra i Suoi segni vi è la creazione dei cieli e della terra e degli esseri viventi che vi ha sparso. Egli è in grado di riunire tutti quando Lo vorrà. (Corano XLII, 29) |